1036 Ganimede

Nella notte del 5 Agosto, 1035 Ganimede ha occultato la stella TYC 4264-01166-1. Il passaggio è stato osservato con il telescopio principale dell’osservatorio ATA F. Fuligni in località Vivaro (Rocca di Papa, Roma).

A proposito di (1036) Ganimede.

Scoperto a Bergedorf da W. Baade  nel 1924. Presenta parametri orbitali del tipo Amor e quindi appartiene alla categoria  di quei corpi minori del sistema solare noti come NEO (Near Earth Object). Inoltre con  i suoi 40 km di diametro risulta il più grande conosciuto della sua classe. Raggiunge la minima distanza dal Sole a circa 1,2 U.A. mentre all’afelio dista poco più di 4 U.A con un eccentricità anomala di 0,533 e quindi la sua orbita è molto simile a quelle cometarie! Nell’Ottobre del 2011 raggiungerà la massima vicinanza alla Terra da un secolo a questa parte “sfiorando” il nostro pianeta ad appena 0,359 U.A. e quindi diventerà ben visibile anche con un binocolo raggiungendo una magnitudine di + 8.3.
Il 2011 sembra proprio l’anno di Ganimede in quanto tra aprile e la fine dell’anno sono previste circa una quarantina di occultazioni di stelle. Purtroppo solo alcune di queste saranno visibili dall’Italia e solamente quella del 6 agosto visibile dalle postazioni fisse della nostra associazione. Queste occultazioni rappresentano una occasione unica per determinare con precisione la forma e le dimensione di questo che è il maggiore asteroide della sua categoria nonché per definire meglio i parametri astrometrici dell’asteroide e delle stelle che andrà ad occultare. Proprio per confermare l’importanza che riveste Ganimede sono previste anche osservazioni radar in occasione di questa opposizione che si presenta in maniera così favorevole.

… ancora (1036) Ganimede.

Mettendo insieme le immagini “di scarto” acquisite all’osservatorio Fuligni e da Gianni La Caprara, siamo riusciti a stimare la curva di luce dell’occultazione che invece pensavamo di aver mancato.

 

Curva di luce dovuta all’occultazione dell’asteroide Ganimede, ottenuta mediante l’utilizzo congiunto dei dati ripresi all’osservatorio F. Fuligni e di quelli ripresi da Gianni La Caprara (Albano – RM).

 

Dalle stime preliminari IOTA in nostro possesso, ci aspettavamo di vedere l’occultazione per pochissimi secondi e in corrispondenza del punto a 6800 secondi nel grafico. Non solo la curva di luce è durata molto di più,  ma l’occultazione sembra essere iniziata molto prima di quanto aspettato. Stiamo cercando di capire il perché di tutto questo, in virtù del fatto che il dato osservativo sembra piuttosto evidente.

Speriamo di darvi presto ulteriori dettagli!

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