2213 Meeus

Fig. 2 Grafico H-G col quale si calcola con precisione la magnitudine assoluta (H = 13,118)
Fig. 2 Grafico H-G col quale si calcola con precisione la magnitudine assoluta (H = 13,118)
Fig. 1 Curva di luce di 2213 Meeus con periodo P = 2,65 h ed ampiezza A = 0,19
Fig. 1. Curva di luce di 2213 Meeus con periodo P = 2,65 h ed ampiezza A = 0,19

Scoperto a Uccle il 24 settembre 1935 da Eugene Joseph Delporte, dopo aver ricevuto varie denominazioni provvisorie (1935 SO1 = 1958 XM = 1961 TG = 1974 RB), la Commissione preposta all’attribuzione dei nomi degli asteroidi propose di dedicarlo in onore dell’astrofilo belga e metereologo professionista Jean Meeus. Tra i suoi numerosi contributi all’astronomia amatoriale ricordiamo le “Tables des Petites Planétes” pubblicato nel 1963. Altri lavori spaziano dagli studi di dinamica sugli oggetti di tipo “Apollo” agli scritti che smentiscono l’idea dell’esistenza di deboli satelliti naturali della Terra. La scelta di questo asteroide è stata dettata sia dal fatto che non si conosceva il periodo sinodico del pianetino e sia per onorare la memoria di un grande astrofilo.
L’asteroide orbita lungo la fascia principale ed è caratterizzato dai seguenti parametri orbitali:

Distanza perielica: 1,701 UA
Distanza afelica: 2,696 UA
Inclinazione: 5,33°
Eccentricità: 0,2262
Periodo di rivoluzione: 3,26 anni
Magnitudine assoluta: 13,3
Moto medio giornaliero: 0,302358 °/giorno
Parametro slope G: 0,15

L’asteroide è stato osservato dal Gruppo Ricerca ATA per diverse notti durante il mese di agosto per cercare di determinare alcuni parametri fisici all’epoca sconosciuti o non ben determinati come: il periodo sinodico (P), il parametro “slope” (G) e la magnitudine assoluta (H).
Tutte le osservazioni sono state eseguite utilizzando il Meade RC da 350 mm f/10 della cupoletta “Torsoli”. Le immagini sono state acquisite tramite camera CCD Sbig-ST8XE installata al fuoco primario del telescopio e dotata, per l’occasione, di un filtro Bessel R.
Complessivamente sono stati acquisiti centinaia di light frames successivamente calibrati con dark frames. Considerata la relativamente alta luminosità dell’asteroide, i tempi di integrazione dei frames sono stati abbastanza contenuti e mediamente di circa 90 s ciascuno. La durata dei tempi d’integrazione è fondamentalmente dettata dalla velocità media del moto dell’asteroide nel cielo.
L’analisi dei dati è stata eseguita tramite la tecnica della fotometria differenziale a cui successivamente è seguita l’analisi del periodo sinodico. Le operazioni di calcolo sono state eseguite tramite un sofisticato software dedicato (MPO Canopus, Warner 2012). La discreta qualità dei dati acquisiti nonché l’elevato numero degli stessi hanno permesso di calcolare una stima molto attendibile del periodo sinodico stimato in P = 2,651 +/- 0,001 h con un ampiezza di luminosità discretamente bassa e stimata in A = 0,19 +/- 0,03 mag (fig. 1).
L’asteroide è stato scelto anche per il favorevole angolo di fase che presentava all’inizio delle osservazioni. Questa situazione ci ha permesso di calcolare e migliorare i valori della magnitudine assoluta (H) e del parametro slope (G) che erano conosciuti con una certa approssimazione (fig. 2).
Di seguito si mettono a confronto i valori dei parametri ufficiali dell’asteroide e quelli calcolati con la presente ricerca:

Minor Planet Center Gruppo ATA
Periodo sinodico (P) sconosciuto 2,65 ore
Magnitudine assoluta (H) 13,3 mag 13,1 mag
Parametro slope (G) 0,15 0,139

Infine un ringraziamento particolare all’amico Lorenzo Franco (Balzareto Observatory A81) che con consigli pratici e suggerimenti vari ha dato un contributo notevole alla crescita e sviluppo del nostro Gruppo di ricerca.