ARIETIDI 2016: analisi preliminare.

Con l’installazione nel giugno del 2016 della stazione per la ricezione delle radio meteore presso l’Osservatorio astronomico “F. Fuligni”,  è iniziata l’acquisizione in continuo degli eco radio riflessi dalle scie di plasma prodotte dalle meteore.

Questa tecnica di acquisizione permette di eseguire il conteggio delle meteore che entrano nella atmosfera terrestre senza l’ostacolo delle nubi o del chiarore solare, quindi il conteggio del numero delle meteore risulta maggiormente rappresentativo dell’effettivo numero dei meteoroidi che entrano nell’atmosfera.

Per testare il funzionamento del sistema, si è provato ad eseguire il conteggio del numero di contatti in occasione di uno sciame noto. La scelta è ricaduta sullo sciame meteorico  delle arietidi anche perché poco conosciuto e quindi poco studiato.

Questo sciame, scoperto nel 1947 dal radiotelescopio di Jodrell Bank, è lo sciame diurno più intenso insieme a quello delle Zeta Perseidi. Il corpo progenitore è sconosciuto, anche se alcuni ipotizzano l’asteroide (1566)  Icarus.  Il fatto che il radiante sia vicino al Sole fa sì che sia molto raro vedere meteore di questo sciame, se non ad aurora iniziata. La velocità delle meteore in ingresso è di circa 38 km/s. Lo sciame risulta attivo dal 22 maggio al 2 luglio con il picco al 7 giugno ed un ZHR stimato in circa 50-60.

Per brevità è stato tracciato il grafico solo per i giorni dal 7 al 9 giugno in cui si avevano registrazioni complete.  Dal grafico si nota chiaramente un picco di  circa 80 conteggi raggiunto proprio il giorno 7 verso le ore 16 in ottimo accordo con le previsioni. Per il resto si nota una attività pressoché continua dopo il massimo che si attesta mediamente tra i 20 e i 30 conteggi l’ora. Questa attività secondaria viene  considerata come una attività continua dovuta alle meteore “sporadiche” e quindi non necessariamente associate allo sciame in questione.

arietidi_7_2016

Grafico dello sciame meteorico delle arietidi. In ordinata il numero dei conteggi in ascissa il tempo.

Maurizio Scardella

Responsabile Settore Ricerca

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