Misura della qualità del cielo notturno all’Osservatorio Astronomico “F. Fuligni”

All’Osservatorio Astronomico “F. Fuligni” abbiamo portato a temine un nuovo sistema di monitoraggio locale della qualità del cielo notturno basato su software Open Source. A seguito di un periodo di test ed ottimizzazione, iniziato nel mese di agosto, finalmente possiamo rilasciare uno strumento stabile e fruibile da chiunque sia interessato al fenomeno.

Vediamo come funziona, come si leggono le misure e come consultare l’archivio storico.

Al tramonto inizia la collezione delle misure di un fotometro (Unihedron SQM-LE) montato sul tetto dell’Osservatorio. Rispetto ai dati che verranno riportati sul grafico, viene eseguito un sovracampionamento per migliorare il rapporto segnale rumore del dato acquisito. Ogni 15 valori utili viene aggiornato il grafico.

Il risultato tipico è questo:

g4191

Alcune indicazioni su come leggerlo: sono visualizzati due distinti grafici ma il dato di partenza è lo stesso.

Nel grafico “A” viene visualizzato il valore SQM in “y” e, in funzione dell’altezza,  i gradi del Sole rispetto all’orizzonte in “x”. Ovviamente a noi interessano i valori dell’angolo negativi. Vedremo questa traccia allungarsi o contrarsi nell’escursione massima dell’ascisse in funzione della stagione. La traccia presenta due colori; verde per le ore pomeridiane e blu per quelle antimeridiane. Sono inoltre calcolate le effemeridi della Luna e rappresentate nella leggenda, la percentuale del disco illuminato e l’altezza massima a cui arriverà il nostro satellite nell’escursione tra la propria alba e tramonto rispetto al punto di osservazione.

Nel grafico ”B” vediamo i valori misurati in funzione del tempo; anche qui i colori della traccia evidenziano le ore pomeridiane e antimeridiane. Ci sono due linee verticali tratteggiate che delimitano il periodo del crepuscolo astronomico tra il tramonto e l’alba del Sole. Quando visibile, lo sfondo del grafico rosa indica la presenza della Luna sopra l’orizzonte. Gli orari sono sempre indicati in UTC+1 senza tener conto dell’introduzione dell’ora legale.

Nell’esempio qui sopra abbiamo registrato un valore massimo di 20,202 mag/arcsec2 che, considerando la vicinanza con la capitale, è un buon risultato, misurato anche grazie a favorevoli condizioni meteo. Leggendo attentamente la curva, le condizioni di trasparenza sono migliorate gradualmente sino ad un raggiungimento di un picco intorno alle 2:30 per poi degradare nuovamente.

Altro esempio:

g4192

Qui, contrariamente al grafico precedente, la curva è frastagliata e sono presenti avvallamenti molto profondi. La lettura di questa curva ci fornisce informazioni aggiuntive sulla presenza di nubi che, diffondendo molto bene la luce artificiale o quella della luna, fanno decadere drasticamente i valori misurati. Ci sono inoltre momenti in cui il valore di SQM è intorno a 20 per un periodo di decine di minuti. In questi casi la curva ci indica che il cielo si e liberato della nuvolosità e ha raggiunto buoni livelli di trasparenza e quindi di buio.

Il sistema prevede inoltre l’archiviazione delle misure che possono essere consultate a richiesta. Ci sono le misure attuali, le cartelle dei Dati_Giornalieri e dei  Grafici_Giornalieri dove risiedono gli archivi storici.

Nelle pagine di questo sito, sulla barra laterale sinistra, è sempre disponibile un’anteprima del grafico corrente. Cliccando sull’anteprima si apre una nuova finestra con l’immagine del grafico completo.

Vladimiro Ercolino
Sezione Inquinamento luminoso

 

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